La gravidanza racchiude in sé un mix di emozioni: ansia, paura, gioia ed entusiasmo, si crea una connessione emotiva tra la madre e il bimbo. L’attesa di un bambino sconvolge la vita di una donna, nel giro di pochi mesi sarà costretta a cambiare le sue abitudini, e non tutte le future mamme sono pronte ad affrontare qualsiasi cambiamento che una gravidanza comporta.
Il calcolo di gravidanza, serve principalmente per avere una data stimata del parto.
Il periodo di gestazione è solitamente di 280 giorni, ovvero quaranta settimane, prendendo come punto di riferimento l’ultima data della mestruazione. 

In cosa consiste il calcolo?

Parliamo ovviamente di una data approssimativa, perché non sempre il giorno del parto coincide con quello previsto.
Per un’approssimazione migliore, oltre all’analisi del ginecologo, è possibile prendere in considerazione anche altri fattori individuali: come la data dell’ultimo rapporto sessuale non protetto e conseguente presunta ovulazione. 
Viene convenzionalmente presa in considerazione la data dell’ultima mestruazione, in quanto è molto difficile sapere il momento preciso del concepimento.
Perché fare questo calcolo? Il calcolo serve (oltre che ai genitori) a ginecologi, medici e ostetrici per fissare nei momenti giusti le visite.
Approssimativamente il concepimento avviene dopo due settimane, in prossimità dell’ovulazione, ecco perché quando la donna si accorge della gravidanza, risulta essere incinta già da qualche settimana. 
Vengono utilizzate le settimane come datazione perché più precise rispetto al mese che ha variazione di giorni: la data presunta del parto, quindi, sarà dopo 9 mesi più una settimana (280 giorni, appunto), che vanno aggiunti al primo giorno dell’ultima mestruazione. 
Attraverso il regolo ostetrico, il ginecologo terrà conto anche dei giorni: il regolo permette di controllare la gravidanza durante i nove mesi di gestazione. Con il calcolo delle settimane, si può tenere sotto controllo anche la crescita del feto cosicché il ginecologo potrà eventualmente ricalcolare la data del parto qualora risultasse troppo precoce o tardiva. 

Quando effettuare le ecografie?

Durante i nove mesi di gravidanza, la donna è sottoposta ad una serie di analisi e controlli che monitorano periodicamente il feto e la mamma stessa. 
Tra le varie analisi, quella che assume un’importanza fondamentale è l’ecografia: viene fatta attraverso una sonda e un monitor per valutare la condizione del feto. Tramite l’ecografia si possono osservare oltre alla datazione della gravidanza stessa, anche la posizione del feto, il sesso ed eventuali problematiche che possono essere riscontrate durante i nove mesi. 
Dovendo osservare diversi fattori, il ciclo di ecografie viene programmato secondo un calendario preciso, solitamente suddiviso in tre appuntamenti:
– Ecografia tra la 6a e l’8a settimana
– Ecografia morfologica tra la 20a e la 21a settimana
– Ecografia intorno alla 30a settimana
Vediamole nello specifico:
Ecografia tra la 6a e l’8a settimana: La prima ecografia serve innanzitutto a capire di quanti mesi la donna è il feto e calcolare quindi la presunta data del parto. In più, attraverso questa visita, si controlla lo stato degli organi della futura mamma e della placenta. 
Ecografia morfologica tra la 20a e 21a settimana: Durante questa ecografia, il medico controlla lo sviluppo del feto, accertandosi che non ci siano malformazioni. Riesce a controllare anche la posizione, potendo così programmare un eventuale parto naturale o cesareo .
Ecografia della 30a settimana: Detta anche ecografia del terzo trimestre, serve per misurare il volume amniotico, controllare il funzionamento degli organi vitali e confermare la giusta posizione del feto per il parto che può essere cefalica, podalica o trasversa
Tuttavia queste ecografie classiche, non sono le uniche alle quali le future mamme possono sottoporsi. Esiste infatti anche l’ecografia transvaginale. Si ricorre a questo esame quando il ginecologo ritiene necessario fare ulteriori controlli all’apparato riproduttivo della madre. Tramite l’ecografia transvaginale si può avere un’immagine più chiara del feto. Definita così perché per effettuarla, il medico inserisce una sonda nella vagina appunto rispetto a quella classica che viene passata sulla pancia con un gel. 
A queste si aggiungono poi tutte le altre visite mensili richieste a volte a discrezione del ginecologo di fiducia. 
Va specificato comunque che il calcolo delle settimane di gravidanza varia a seconda delle caratteristiche di ogni donna: ad esempio, le donne molto giovani, multipare o fumatrici hanno maggiore rischio di avere feti più piccoli per l’età gestazionale, ecco perché comunque parliamo sempre di un calcolo approssimativo. 

Da anni in commercio ci sono anche i test di gravidanza con indicatore delle settimane. Ovviamente anche questi test non hanno affidabilità al 100% ed hanno comunque un margine di errore, infatti si consiglia di effettuare una visita ginecologica con annesso test beta-hCG nel sangue, rilevabile solo qualora la donna fosse incinta, infatti viene definito anche ormone della gravidanza

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